mercoledì 23 marzo 2011

Sono chic e non lo sapevo


Navigando sui principali siti di informazione nazionale capita di imbattersi anche in articoli come questo, sul quale, oltre ad stilare, con tanto di foto scoop, un elenco di vips che si dilettano nell’uso dell’unica due ruote che conosco, viene riportato il riferimento ad un network, nato a Copenaghen ma divenuto internazionale, dedicato al movimento “cycle chic”. Sulle pagine italiane del network c’è un vero manifesto che oltre a promuovere l’utilizzo della bici come mezzo di trasporto di tutti i giorni, si propone di “Far capire all’ opinione pubblica che si può essere molto alla moda (qualsiasi moda) anche andando in bicicletta, senza rinunciare allo stile”. E poi c’è anche un decalogo del pedalare con “stile, grazia, eleganza e dignità” (!) con una bici che sia “additivo al proprio stile”, evitando “indumenti sportivi in lycra”.

Al di là dell’ironia del creatore di questo progetto, che poi si batte anche lui contro quell’unico modello che ci viene imposto in tutte le salse dell’automobile come strumento di successo oltre che necessario mezzo di trasposto, mi piace l’idea di “parlare ai polli con il linguaggio dei polli”. Così anche io ho sempre (o quasi…) cercato di ostentare un’aria fiera e rilassata sulla mia bici, non disdegnando di mostrarmi in abito da ufficio (ma sempre con il casco!), talvolta con lo stacco di coscia intravedibile tra una pedalata e l’altra (la gonna in bici è sempre una scelta azzardata ma se non altro, penso, può far credere a qualche femminuccia che qualche pratico rimedio anticellulite esiste). Ultimamente, quando sono particolarmente in vena, mi diletto anche a lanciare qualche sorriso agli automobilisti. Lo faccio perché sono contenta, di vivere e di pedalare, però, a guardarmi dentro, mi leggo spesso anche una sorta di gusto per la sfida, un sottile piacere nel trasmettere agli altri quel “senso di libertà” che si prova nell’andare in giro con un mezzo ecologico, pratico, economico, comodo da parcheggiare…

Mi dilungo troppo ma è entusiasmante: spesso entro in ufficio con le mani sporche di grasso della catena, sudata come neanche Bonolis dopo una sauna… pensavo di passare per una meccanica unta, una sportiva estrema, una centrosocialara… Invece sono chic e non lo sapevo!

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