Il bambino col suv è apparso per la prima volta nella mia vita in circostanze quasi drammatiche. Scesa in garage con mio fratello, ci siamo trovati di fronte ad un allagamento causato da una rottura, evidentemente non accidentale, della tubatura e del rubinetto presenti sul fondo del garage. Un enorme suv era invece fermo poco più in fondo con delle belle, si fa per dire, ammaccature sul davanti perfettamente coincidenti con le strusciate sulla parete di fondo del parcheggio. Nel bel mezzo dell’enorme parafango, una profonda rientranza all’altezza del rubinetto, non lasciava dubbi sull’autore del misfatto.
Avvicinandoci al mostro a quattro ruote che, più che di una macchina, ha le dimensioni di un carro armato, ci siamo trovati di fronte due creature spaurite ed ammaccate quanto l’automobile che, non fosse per la patente, avrei collocato nel vederli, ai primi anni di liceo. Nel cercare di confortarli e informarli sulle chiamate da fare per riparare il danno, capiamo che i due si erano ritrovati in quella situazione per aver voluto provare a frenare il mostro a poca distanza dal muro. Solo non avevano calcolato l’abs che invece ce li ha tirati dritti contro.
Giocavano, come fino a l’altro ieri facevano l’autoscontro con le macchinine.
Ho incontrato di nuovo il bambino con il suv qualche giorno dopo, che, sorpresa, non aveva perso quell’aria spaurita che avevo inizialmente attribuito allo shock del colpo subito. Il suo parcheggio è proprio accanto al mio: due parcheggi identici, in una fila di parcheggi identici. Nel suo il suv entra paro paro, nel senso che a vedere la macchina dentro sembra che le pareti gliele hanno costruite introno. Nel mio, oltre alla 600, entrano quattro bici. Lui si sporge quando apro la saracinesca e resta sbalordito: -Ma il tuo garage è molto più grande del mio!-
Gli dico: - No, guarda: sono identici, come tutti gli altri.-
Insiste: -No, no è davvero più grande, guarda quante cose entrano oltre alla macchina!-
Provo ad insistere anche io, ma poi lascio perdere e penso che magari è meglio davvero che lui lo creda. I suoi genitori hanno pensato bene di riempire il garage e la sua vita con la responsabilità di un’auto enorme e costosa, quando, forse lui ne avrebbe volentieri fatto a meno.
Ringrazio i miei perché tutte le responsabilità che mi hanno insegnato a prendermi non sono mai nate da una loro irresponsabilità.
Vado a farmi una pedalata. I don’t want to grow up.
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