
Ho partecipato recentemente a due belle manifestazioni che si sono svolte qui a Roma: la prima per promuovere i referendum contro il nucleare, il legittimo impedimento e per l’acqua pubblica; la seconda contro il precariato. Il piacere del manifestare per temi che mi stanno estremamente a cuore è stato almeno raddoppiato dal fatto che a partecipare c’erano decine e decine di partecipanti… in bicicletta! Nel primo caso, visti i temi, la partecipazione di ciclisti poteva essere abbastanza prevedibile, nel secondo già meno… Eppure, anche in questo caso, erano davvero in tanti che arrivavano pedalando in sella o che si trascinavano accanto la loro fedele due ruote.
L’impressione che ho ricevuto è che tante di quelle bici non fossero lì solo per una questione di comodità (trascinarsi accanto una bici per chilometri non è propriamente comodo…) ma proprio per essere mostrate, ostentate quasi, simbolo di una manifestazione più o meno privata all’interno di un’altra manifestazione.
Una rivoluzione, che sia all’interno di un paese o all’interno di un singolo individuo, può partire da una piccola scintilla, ma trascina con sé molte altre rivoluzioni, talvolta inimmaginabili. Sforzarci per cambiare quel singolo aspetto, portare un nuovo e diverso elemento nel nostro ambiente provoca, inevitabilmente una reazione dall’esterno ed altri cambiamenti. Tutto ciò può anche spaventare (io cercavo questo, lo sto ancora cercando e invece è cambiato quest’altro!) oppure può essere accolto, abbracciato, con la coscienza che tutto ciò che arriva da fuori non è che un riflesso di ciò che abbiamo dentro e delle cause che abbiamo posto.
Mi sto dilungando; io credo che siamo in tempo di rivoluzioni: diventare persone sempre più attente nei confronti dell’altro, dell’ambiente o della situazione politica e sociale del proprio paese non è qualcosa alla quale ci si sveglia per comparti stagni. La responsabilità è qualcosa di contagioso, in primo luogo nei confronti di sé stessi. Poi ciascuno, nel piccolo, combatte la propria battaglia. Questa è la mia, senza dubbio.
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