giovedì 7 luglio 2011

Ladri di Unico Veicolo


Qualche giorno fa aprendo il mio garage ho trovato un’amarissima sorpresa davvero impensata e anche, scioccamente, impensabile: la mia Ici Seconda, la mia amatissima bicicletta non c’era più. Con lei era sparita anche la bici di mio fratello. C’ho messo qualche secondo a realizzare che davvero poteva essere successo: sulla porta del garage, nessun segno di forzatura, la serratura della porta perfettamente funzionante. Eppure ci riescono anche così, pare.

Le ore ed i giorni successivi li ho passate cercando informazioni tra le roulotte degli zingari del parcheggio sopra il garage, sbirciando l’accampamento dei rumeni sul fiume, in questura e infine a Porta Portese, sulla scia del celebre film di De Sica. Inutile aggiungere che non l’ho trovata. Confido ancora in qualche speranza ed ho ancora qualche giro da fare nel prossimo weekend prima di darla per definitivamente per persa.

Ora ritrovarmi senza la mia bici mi ha lasciato un amaro in bocca che il furto di pochi altri oggetti mi avrebbe provocato. Il valore economico è veramente nullo rispetto a quello delle mille pedalate che ci siamo fatte insieme; di tutte le cose viste, ascoltate, annusate nei miei tragitti che mai avrei potuto godermi chiusa nella scatola di un’automobile o sparata in sella ad un motorino. Ho momentaneamente perso il “buongiorno” della mattina di tutti quelli che ero abituata ad incontrare nel tragitto verso l’ufficio e davanti ai quali c‘era il tempo per rallentare un poco e fare un sorriso o magari una breve chiacchierata -sempre di corsa - “perché sto già in ritardo!”; le scampanellate di saluto con gli altri ciclisti; l’aria della sera sulla pista sull’argine del Tevere. Ho perso la gaiezza mattutina nell’entrare in ufficio che sale naturalmente nel cominciare la giornata con un po’ di esercizio e quella stanchezza fisica piacevole, che invece arriva alla fine della giornata.

Ci sono ritmi che scandisco le nostre vite: è saltata una base portante e io ora non riconosco più neanche me.

Ci sono poi altre cose che non ho perso e non voglio perdere. Cercare di trovare un perché esterno a tutti i costi non ha senso; interrogarsi ed agire invece sulle proprie cause interne è invece ciò che crea valore anche da un evento negativo.

Lungi dall’essere arrivata a capo di questa riflessione… Mi accontento di godermi l’autobus per farmi lunghe letture e di farla finita con il girarmi a scrutare ogni ciclista di passaggio con il miraggio di ritrovare il ladro in sella alla mia. Ovunque sia ora, se non la devo ritrovare, spero possa essere utile ad accompagnare qualcun altro a lungo, aiutandolo nel diventare una persona più consapevole.

Ed io la prossima settimana torno da Decathlon.